Pronti per la vostra prossima vacanza?!? #jacursodavivereimparare

Casa relax immersa nel verde

Situata nell’istmo calabrese, la sua parte più stretta, dalla quale si possono apprezzare i due mari (Ionio e Tirreno) è una casa adatta a chi vuole rilassarsi e staccare dalla routine della città. Una vecchia struttura del 1920, recentemente ristrutturata, con due camere da letto, due bagni, soggiorno e cucina abitabile, ampio giardino, posto auto, garage.

La casa si trova in un piccolo borgo antico a 20 minuti dall’aeroporto internazionale di Lamezia Terme, dalla stazione ferroviaria in provincia di Catanzaro. Jacurso, il paesino, è facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici ed è fornito di tutti i servizi necessari e utili per sostenere la qualità del soggiorno. Inoltre, gli ospiti potranno degustare un ottimo gelato e una delle migliori pizze della zona. Si avrà, durante il soggiorno, la possibilità di fare lunghe passeggiate nella natura, un bagno al fiume, assistere a laboratori di antiche tradizioni, visite guidate all’interno di aziende agricole, prendere lezioni di italiano e passare del tempo con la comunità locale.

Info e contatti: +393492634353

discoverjacurso@gmail.com

Voglia di viaggiare??? Ecco le proposte di #jacursodavivereimparare

Un nuovo anno è arrivato… carico di energie questo 2020 si prospetta favoloso!!! In qualsiasi momento, per trovare un po’ di relax, per vivere un’esperienza unica, o anche solo per bere un buon bicchiere di vino, #jacursodavivereimparare offre un ventaglio di possibilità per organizzare la vacanza perfetta.

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Foto di Antonia Limardi

Buona festa di San Martino a tutti… #jacursodavivereimparare

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REGGIO CALABRIA

È sede di uno tra i più importanti musei archeologici dedicati alla Magna Grecia (dove sono custoditi i famosi Bronzi di Riace, rara testimonianza della scultura bronzea greca, divenuti tra i simboli della città), di due giovani università (la “Mediterranea” e la “Dante Alighieri”) e del Consiglio Regionale della Calabria. Si presenta con un impianto urbano moderno, effetto del catastrofico terremoto che il 28 dicembre 1908 distrusse gran parte dell’abitato. Il suo sistema urbano, costretto dallo stretto di Messina e coronato alle spalle dalle ultime propaggini dell’Appennino, rappresenta uno dei principali poli economici e di servizio regionale ma anche una delle massime concentrazioni di nodi e attrezzature per i trasporti e naturale struttura logistica della Regione verso le coste meridionali del Mediterraneo. Il centro storico, costituito prevalentemente da palazzi dalle linee liberty, ha uno sviluppo lineare lungo la costa calabra dello stretto con strade parallele al lungomare punteggiato di magnolie, palme e piante rare o esotiche. Ospita uno dei maggiori porti della Calabria, sede della direzione marittima della regione.

 

Mare: sull’Ionio La “Costa dei Gelsomini” (L.R.11/2008) interessa il tratto di litorale compreso tra Capo Bruzzano e Punta di Spropoli: queste spiagge rappresentano le principali aree di riproduzione della Caretta caretta (Tartarughe). Il Parco Marino Regionale “Costa dei Gelsomini” si estende nel tratto costiero compreso tra Capo Bruzzano (16°08”38’E, 38°01”52’N) a nord e Punta di Spropoli (16°02”46’E, 37°55”18’N) a sud. Tale settore costiero include i comuni (da nord a sud) di: Bianco, Ferruzzano, Bruzzano Zefirio, Brancaleone e Palizzi. Roccella Ionica probabilmente, sorge sull’antica città magnogreca di Amfissa. Ha origini molto antiche, che si presume risalgano fino all’epoca della Magna Grecia. Il paese sarebbe infatti l’antica località di Amphisya ricordata nei poemi del poeta romano Ovidio. Nel X secolo il paese si chiamava già Rupella, poi Arocella, fino all’attuale nome di “Roccella” a causa della sua localizzazione sulla rocca. Il paese è dominato da una roccia che ospita l’antico castello medievale Al 1270 risale il primo documento che testimonia l’esistenza di Roccella Jonica: in esso si tratta della vendita del Castello donato a Gualtieri de Collepietro da Carlo I d’Angiò. Roccella fu un importante feudo e rocca difensiva della costa, principalmente contro gli invasori saraceni, come simboleggiato anche nel gonfalone araldico, che rappresenta un guerriero che lotta con un moro. Melito di Porto Salvo, in Calabria, fa parte dell’Area metropolitana di Reggio Calabria ed è anche il comune più meridionale della Calabria e quindi dell’Italia continentale (cioè isole escluse). Sorge su una collina detta Colle Calvario, che digrada dolcemente verso il mare Ionio per 85 metri di altezza.

…e sul Tirreno: Scilla è un’importante località turistica e balneare poco a nord di Reggio, e costituisce uno tra i borghi più belli e caratteristici d’Italia, meta di artisti in ogni epoca e di ogni nazionalità e frequentatissima meta estiva. E’ situata sull’omonima punta, che sorge 22 km a nord del capoluogo: il Promontorio Scillèo, proteso sullo Stretto di Messina, che anticamente veniva infatti denominato Stretto di Scilla. Una delle principali attività cui era dedita la popolazione, fino a qualche anno fa, era la pesca che trovava la sua più alta espressione nella “caccia” al pescespada (pesca tradizionale) condotta con il lontre, una speciale barca a remi usata fino agli anni cinquanta, e successivamente con la passerella, una speciale barca a motore con una lunga passerella a prua e una alta antenna centrale, detta falere, che serve per rilevare la presenza del pesce.

 

Monti: Il Parco Nazionale d’Aspromonte nasce nel 1989 per la tutela e la salvaguardia ambientale dei territori della sezione aspromontana dell’ex Parco Nazionale della Calabria, esistito fino al 2002. Il territorio del parco d’Aspromonte è all’interno della provincia di Reggio Calabria e prende il nome dal Massiccio dell’Aspromonte che significa candido, bianco e risale alle popolazioni greche della costa ionica che ammiravano le candide formazioni montuose del massiccio. Montalto è la cima più alta con i suoi 1955 m.s.l.m. e offre un meraviglioso panorama della Calabria e della costa siciliana. Il territorio del parco presenta inoltre una grande varietà di specie vegetali e animali e gode di particolari condizioni climatiche che favoriscono un ambiente ricco di biodiversità. Condofuri (Kontofyria in greco calabro) è un comune della provincia di Reggio Calabria, inserito nell’area linguistico-geografica Grecanica, caratterizzata cioè, dalla presenza di una lingua parlata e scritta strettamente imparentata con il greco antico. Come testimonia l’agorà del paese, su cui sorge la chiesa, dove confluiscono tutte le stradine del piccolo centro abitato, Condofuri è di origini magnogreche, come d’altronde molti altri paesi della stessa area.
L’ordinamento amministrativo francese del 1807 considerava Condofuri “Luogo”, cioè “Università”, del governo della vicina Bova. Un successivo decreto, risalente al 1811, istituiva i Circondari e i Comuni e Condofuri fu posta a capo delle frazioni di Gallicianò ed Amendolea. Un’altra legge borbonica, questa volta del primo maggio 1816, consolidò il ruolo di Comune di Condofuri che, allo stesso tempo, passò dalla provincia di Catanzaro a quella di Reggio Calabria. Gallicianò ed Amendolea erano considerate sottocomuni, San Carlo un villaggio. Il nome del paese deriva dal greco “Konta-Korion”, “Conda-Chorion” o forse “Conda-Chori”, dove “Chorio” significa “Paese”, probabilmente in riferimento alla vicinanza con Gallicianò o Amendolea, oggi frazioni, di cui un tempo rappresentava invece una parte della baronia[3]. Molti storici sono del parere che il nome possa significare “covo di ladri”, anche se non certe sono le ipotesi a tal riguardo.

 

Città/Paesi: Gerace il suo borgo medievale viene descritto come uno tra i più belli d’Italia. La cittadina, che conserva ancora oggi un’impostazione e un fascino medievale, si trova all’interno del Parco Nazionale dell’Aspromonte. Il centro urbano, in particolare il borgo antico, è ricco di chiese, palazzi d’epoca, e vani, un tempo abitazioni o botteghe, scavati direttamente nella roccia. Vi si possono ammirare un castello ed una cattedrale, entrambi di epoca normanna, oltre a numerose costruzioni di varie epoche e stili architettonici. Dalla sua posizione arroccata, Gerace gode di un’ampia e panoramica visuale su gran parte del territorio della Locride. Stilo è un comune della provincia di Reggio Calabria, inserito nel circuito de I borghi più belli d’Italia. Stilo si trova ai piedi del Monte Consolino, a 400 m. sopra il livello del mare. Stilo è nota sin dai tempi antichi per le sue miniere metallifere. L’antico borgo è disposto a gradinate su un pendio disseminato di ulivi e viti; è caratterizzato da case di pietra scura che sembrano dipinte nella roccia. Di origine greca, passata poi sotto il dominio dei Bizantini nel X secolo divenne il più importante centro bizantino della Calabria meridionale. Qui ci furono molti eremiti e monaci basiliani, i quali costruirono la celebre Cattolica, uno tra i più importanti monumenti della regione, miracolosamente intatto. Stilo è inoltre la patria natale del filosofo Tommaso Campanella. Ogni anno a Stilo si svolge il Palio di Ribusa, una delle manifestazioni più belle e suggestive della tradizione popolare calabrese, un viaggio inusuale in un’atmosfera medievale e in quel periodo critico e pur interessante e magico (secoli XV, XVI, XVII), che caratterizzò la società e le Istituzioni del Regno di Napoli.

 

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CATANZARO

Sito a 320 metri sul livello del mare, su di un rilievo che scende ripido verso il Golfo di Squillace nel mar Ionio, Catanzaro, il capoluogo di provincia, è diviso in due parti: il vecchio centro, con vie strette e tortuose e la zona moderna. Le sue origini risalgono al secolo IX ad opera dei Bizantini, i quali, allo scopo di proteggere i loro domini calabresi, fondarono un borgo fortificato dal nome Catasaron (latinizzato poi in Catanzarium). Nel 1055, fu conquistata dai Normanni, sotto i quali divenne sede vescovile, un importante centro di studi con la creazione della libera Università e centro economico indirizzato soprattutto all’industria della seta. Partecipò attivamente ai moti del 1820/21, del ’48 e del ’60 e fu colpita dai vari terremoti verificatisi in Calabria, che ne danneggiarono i più antichi monumenti.

Mare: sull’Ionio Copanello Lido è una frazione del comune di Stalettì in provincia di Catanzaro, situata lungo la costa jonica della provincia calabrese a sud del capoluogo. Si menziona spesso in quanto è una delle tante rinomate località balneare del mare Ionio. Le spiagge, sormontate da crostoni di roccia, sono caratterizzate da sabbia chiara e fine. Il paesaggio lascia senza fiato, il mare è limpido e cristallino. Soverato rappresenta il polo turistico più importante sulla costa ionica, vanta spiagge bianche con sabbia mista a ghiaia e strutture turistiche attrezzatissime. Per la sua bellezza è definita “la perla dello Ionio”. Isca sullo Ionio è una località turistica molto rinomata della provincia di Catanzaro. Ad Isca recentemente sono state fatte interessanti scoperte archeologiche, precisamente nell’area denominata “Sanagasi”, in cui sono rinvenuti reperti di età romana.

…e sul Tirreno: Gizzeria è uno splendido borgo di origine albanese che si presenta montuoso nella parte settentrionale e pianeggiante in quella meridionale, dove termina affacciato sul mare (Lido di Gizzeria). Il centro storico è caratteristico e suggestivo perché ricco di strade e viuzze strette, di casette antiche, di scalinate. Il territorio di Gizzeria, attraverso i reperti archeologici rinvenuti, conta numerose testimonianze di insediamenti italici e greci nell’antichità. Falerna è un comune italiano della provincia di Catanzaro in Calabria, affacciato sulla costa tirrenica. E’ infatti una rinomata località turistica balneare, ricca di strutture turistiche ben attrezzate. La spiaggia è molto lunga e mista di sabbia e ciottoli, il mare trasparente e cristallino.

Monti: Taverna è un comune della provincia di Catanzaro, situato ai piedi della Sila Piccola. La leggenda narra che Taverna fu fondata ai tempi della dominazione greca in Calabria. Fu dominata dai bizantini e dai normanni e distrutta due volte. A Taverna vi sono edifici di grande interesse architettonico come la Chiesa di San Domenico e la Chiesa di Santa Barbara. Taverna è anche il paese natale di un grande pittore del 600, Mattia Preti, detto il Cavaliere Calabrese, perché fatto cavaliere da papa Urbano VIII durante la sua attività a Roma. Il paese ospita oggi una mostra di opere del grande pittore. Tiriolo sito al centro dell’istmo di Catanzaro, ci offre la vista dei mari Ionio e Tirreno. La sua posizione strategica permise alla popolazione del passato di potersi difendere da incursioni esterne. Tra le scoperte archeologiche più importanti, presenti nel museo Antiquarium, ricordiamo qui: la tavola di Bronzo “De Bacchanlibus” del 186 a.C.; un elmo greco di bronzo; innumerevoli monete bruzie, greche e romane. Dal punto di vista geologico, Tiriolo è noto per la presenza della gahanite, minerale rarissimo, che si presenta in cristalli ottaedrici azzurro scuro.

Città/Paesi: Parco Archeologico di Scolacium si trova in località Roccelletta di Borgia. Dell’abitato preromano rimane poco; i resti visibili nel sito dimostrano l’impianto della colonia romana con i monumenti più importanti. Scolacium, città di Cassiodoro, e successivamente, Minervium e Colonia Minervia è un’antica città costiera del Bruzio. Ebbe una storia millenaria attraverso greci, brettii, romani, bizantini, saraceni e normanni. Le sue rovine si trovano sulla costa ionica nel Golfo di Squillace. Minervia Scolacium è il nome della colonia romana che fu fondata nel 123-122 a.C. nel sito dove precedentemente si trovava la città greca di Skylletion, a nord di Caulonia. Il centro greco è nominato da Strabone ed ha un mito di fondazione collegato alle vicende della guerra di Troia: sarebbe stata fondata da Ulisse, naufragato in quella terra o dall’ateniese Menesteo durante il ritorno da Troia. Badolato è un suggestivo borgo medievale in provincia di Catanzaro, situato su una collina a pochi chilometri dalla costa ionica, alle spalle delle pre Serre Calabre. Le sue origini si devono a Roberto il Guiscardo (1080) il quale fece erigere un Castello fortificato. Nel 1269 gli Angioini concessero il feudo a Filippo il quale l’anno successivo intraprese una guerra con il Conte Ruffo di Catanzaro.

Trascorri una giornata in campagna con #jacursodavivereimparare

Se credi che le tue vacanze siano finite… soltanto perché è arrivato l’autunno:: ti sbagli!!!

Riprendi in mano il tuo tempo, stacca dalla routine quotidiana e vieni a trascorrere una giornata in campagna con noi qui a JACURSO.

Scarpe comode e tanta voglia di stare all’aria aperta e divertirsi. Da soli, in coppia o in gruppo noi di #jacursodavivereimparare vi aspettiamo.

Si raccoglieranno gli ortaggi del nostro orto, la frutta dai nostri alberi e le succulente OLIVE calabresi.

Poi pranzeremo tutti insieme preparando il pranzo con il raccolto e degusteremo il nostro VINO…

Adesso è il momento!!!

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VIBO VALENTIA

In origine centro siculo (Paolo Orsi restituì alla luce la sua necropoli), Vibo Valentia fu colonizzata dai locresi, che la chiamarono Hipponion e vi edificarono templi per il culto di Proserpina. Forte della protezione di Gelone, tiranno siracusano, si ribellò vittoriosamente a Locri, quindi entrata nella Lega contro Siracusa ed i Lucani, nel 389 a. C. partecipò alla battaglia dell’Elleporo. L’anno seguente, Dioniso il Vecchio, l’assalì, la distrusse e deportò gli abitanti a Siracusa. Nel 379 Cartagine, vittoriosa su Dioniso, richiamò gli stessi che la ricostruirono. Contesa tra bruzi e locresi, divenne infine, nel 192 a. C. colonia romana, che le fece mutare il nome in Valentia. Teatro delle lotte tra Cesare e Pompeo e tra Ottaviano e Sesto, poi tra bizantini, saraceni e normanni, ebbe sempre grande importanza militare e commerciale, grazie alla posizione geografica strategica ed all’intensa attività del porto. Ruggero il Normanno, che vi costruì il castello (poi ampliato da Carlo II D’Angiò nel 1829), la lasciò decadere, preferendole la vicina Mileto, da lui eletta capitale della Contea, dove trasferì anche la sede vescovile. Dopo un periodo di totale abbandono, fu ricostruita da Federico II nel 1235 e cominciò, con il nome di Monteleone, a riguadagnarsi la giusta fama di centro culturale, ottenendo ulteriore prestigio durante il periodo napoleonico, quando Murat la elesse capoluogo di Calabria Ultra e venne arricchita di nuovi edifici. Feudo dei Caracciolo, dei Brancaccio, dei Pignatelli, Monteleone tornò a chiamarsi Vibo Valentia il 4 gennaio 1928, per decreto fascista.

Mare: sul Tirreno… “Costa degli Dei” è l’acronimo ormai più noto ai turisti che amano la Calabria e con il quale intendiamo identificare i fondali del Parco Marino. La “Costa degli Dei” è quel tratto di Costa calabrese che va da Nicotera a Pizzo, che include tutte le località balneari comprese nella provincia di Vibo Valentia, distinti però da storie e culture del mare che meritano di essere messe a valore.  Il nome ufficiale del nostro Parco Marino è “Parco Marino Regionale Fondali di Capocozzo – S. Irene – Briatico – Zambrone – Ricadi – Capo Vaticano e Tropea”, istituito con L.R. n. 13 del 21 aprile 2008.

Monti: Serra San Bruno è un comune della provincia di Vibo Valentia. Le prime abitazioni di quello che sarebbe divenuto il paese furono costruite per ospitare gli operai che lavoravano per i monaci della certosa di Santo Stefano e per l’eremo di Santa Maria per volere del fondatore, San Bruno, il quale aveva ottenuto dal conte normanno Ruggero d’Altavilla il terreno per le sue fondazioni monastiche. Le prime abitazioni di quello che sarebbe divenuto il paese furono costruite per ospitare gli operai che lavoravano per i monaci della certosa di Santo Stefano e per l’eremo di Santa Maria per volere del fondatore, San Bruno, il quale aveva ottenuto dal conte normanno Ruggero d’Altavilla il terreno per le sue fondazioni monastiche. La vera attrattiva di Serra, oltre ai luoghi di San Bruno, sono le bellezze naturali. Il comune è caratterizzato dalla presenza di numerose specie vegetali tra cui le più diffuse sono: il faggio, il castagno e l’abete bianco, con esemplari di piante gigantesche, secolari, che formano un manto forestale molto fitto.
Tra le abetine più belle abbiamo quelle del grande Bosco di Archiforo, e quelle del Bosco di Santa Maria. Il territorio boschivo, facente parte del Parco Naturale Regionale delle Serre è attraversato dal “Sentiero Frassati”. Preitoni di Nicotera Piccolo centro di 500 abitanti, situato sulla collina che da Monte Poro scende fino alle spiagge di Nicotera. Il paesino ha origini antichissime, come testimoniano i ruderi di un vecchio monastero trovati in periferia. Come una perla inserita in questo contesto, sorge la meravigliosa Chiesetta dedicata a Maria Regina della Pace, costruita interamente con materiali naturali. La struttura è completamente rivestita in pietra lavorata a mano da artigiani locali. Pace e serenità infonde la luce che, attraverso le aperture, illumina l’interno con le sculture in pietra, lo stupendo Altare ricavato da un unico scoglio, l’Ostensorio, la Fonte Battesimale e la colonna che contiene l’Acqua Santa. In particolare, una pietra è stata benedetta dalla Madonna Medjugorie e donata da una delle veggenti affinché fosse inserita in questa struttura.

Città/Paesi: Pizzo è una ridente cittadina calabrese affacciata sulla costa tirrenica, con un sole ed un mare splendidi ed una posizione incantevole, abbarbicata su di una rupe sporgente sul mare. E’ molto conosciuto anche per la presenza del castello dove venne giustiziato Gioacchino Murat, e per il gelato artigianale. Conserva l’aspetto tipico di un borgo marinaro, con viuzze che si aprono in piccoli cortili, balconate che guardano il mare, spiagge e scogliere. Il litorale di Pizzo, con i suoi 8 Km di costa, presenta una morfologia variegata: ad ampi e capienti arenili sabbiosi si succedono rupi rocciose che si immergono nel Golfo formando suggestive calette. Da visitare la famosa Chiesetta di Piedigrotta: una Chiesa scavata interamente nel tufo contenente anche statue anch’esse ricavate dal tufo stesso. Spilinga è un comune della provincia di Vibo Valentia, le cui risorse principali sono l’agricoltura e l’allevamento di bovini e di suini, ma è molto noto per la produzione della ‘nduja, salume spalmabile piccante esportato in Italia e nel mondo, che viene “festeggiato” ogni anno, l’8 agosto, alla Sagra della ‘Nduja. Molto visitato a Spilinga è il Santuario della Madonna della Fontana, o delle Fonti, che si trova a breve distanza dall’abitato, in un’antica grotta eremitica. Il culto alla Madonna delle Fonti risale all’inizio del Novecento, da quando, secondo la tradizione orale, la Madonna si manifestò in sogno alla signora Domenica Muià, invitandola ad andare nel luogo dove ora sorge il Santuario. Nel punto in cui oggi si conserva la nicchia originale, la signora Muià avrebbe trovato la statua della Madonna. La chiesetta fu costruita nel 1920, e con il passare del tempo è divenuta meta di pellegrinaggi.

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CROTONE: Il territorio meridionale è immerso interamente nell’area marina protetta di Capo Rizzuto e inoltre, a fare un ulteriore supplemento a questo magnifico scenario, è presente il promontorio di Capo Colonna dove è rimasta l’unica colonna del Tempio di Hera Lacinia che chiude la città in una grande conca che la divide dal golfo di Squillace. La città vecchia si sviluppa in un dedalo di stretti vicoli e piazzette fino al duomo e alla centrale piazza Pitagora, punto di contatto tra città vecchia e nuova. La città è situata sul versante est della Calabria, si affaccia sul mar Ionio presso la foce del fiume Esaro
Mare: sull’Ionio… Cirò Marina è un comune che grazie alla bellezza e alla ricchezza del mare è divenuto negli ultimi anni meta turistica rinomata. Il paese è noto per gli ottimi vigneti composti dal vitigno Gaglioppo da dove si ricava il Cirò DOC e per le Clementine di Calabria, inoltre è Città del Vino dal 2000. Punta Alice è un promontorio della costa del mar Ionio che si protende appena a nord di Cirò Marina e chiude ad ovest il golfo di Taranto. Pare che corrisponda al sito dell’antica città di Krimisa, famosa nell’antichità per il suo santuario dedicato ad Apollo Aleo, del quale tempio sono stati individuati resti e reperti. Caratteristica è l’acqua pulita e trasparente, di notevole profondità poiché si incrociano le correnti. L’Isola di Capo Rizzuto è un centro turistico molto conosciuto, il quale comprende innumerevoli siti turistici, tra i quali Le Castella, punta di diamante le cui origini si perdono in un intreccio tra mitologia e storia. I primi riferimenti risalgono alla I guerra punica (208-202 a. C.), quando Annibale, sconfitto dai romani, stabilì in questo luogo il suo quartier generale, facendo costruire una torre di difesa. Capo Colonna tratto costiero di grande testimonianza culturale di un mondo antico maestosamente caratterizzato dalla presenza dell’unica colonna superstite del tempio greco di Hera Lacinia.
Monti: La Sila Greca rappresenta il lembo occidentale dell’altopiano silano. La minore delle tre, ma solo per altitudini, la Sila Greca porta nel nome le influenze culturali d’Oriente che il territorio conserva: greci, bizantini, basiliani e albanesi, sono stati coloni e fondatori di centri abitati alle pendici del monte Paléparto (il più alto della Sila Greca 1481 m). Dal punto di vista ambientale è l’area di Sila più atipica, con la predominanza di boschi di latifoglie sui versanti dei rilievi, interrotte, nei punti più alti, dalle conifere, di cui il pino laricio è il rappresentante più in vista. Trepidò è una frazione del comune di Cotronei, nonché un villaggio turistico montano al confine tra la Sila Grande e la Sila Piccola. Il villaggio fa parte del comprensorio turistico dei villaggi silani che si affacciano sul lago Ampollino e che comprende, oltre a Trepidò, Villaggio Palumbo Sila, Caprara, Villaggio Baffa, Villaggio Lopez e Villaggio Belcastro.
Città/Paesi: Petilia Policastro è un antico borgo, di presumibile impianto bizantino, circondato originariamente da mura difensive. Nel suo territorio, lungo i fiumi Tacina e Soleo, sono state ritrovate testimonianze di insediamenti di origine brettia, risalenti al IV e III secolo a.C.; ancora tracce romane, dalla Repubblica al tardo impero. Lungo il torrente Cropa, esistono delle grotte di origine naturale che sono state utilizzate sin dall’antichità forse da pastori durante la transumanza. L’abitato odierno, conserva ancora l’antico centro storico, mal tenuto, di chiara impronta bizantina. Santa Severina è un comune della provincia di Crotone, in cui si trovano i resti di un antico e maestoso castello. La sua costruzione risale all’epoca della dominazione normanna (XI secolo) su una fortificazione preesistente di epoca bizantina.