Si parla di #jacursodavivereimparare all’UNICAL

Turismo esperienziale in Calabria: un sistema possibile?
19-20 ottobre 2021 – Università della Calabria

Aula 2 della Scuola Superiore di Scienze delle Amministrazioni Pubbliche (SSSAP)

Candidatura Amministrative Comunali 2021 #jacursodavivereimparare

Mi è stato chiesto di spiegare il perché della mia candidatura, riflettendo con attenzione sulla mia vita attuale e sul mio modo di essere la risposta è semplice… credo fortemente nelle potenzialità del mio territorio e della mia gente. Sono calabrese, di Jacurso ed è qui che voglio realizzare i miei sogni!!! Crescere i miei figli e costruire insieme a tutti voi un grande futuro per loro. Da più di otto anni ho ideato un progetto di turismo sostenibile, grazie al quale ho potuto verificare la grandezza della nostra terra! Ospiti da tutto il mondo hanno apprezzato la nostra cultura, il nostro vivere quotidiano e la nostra unicità. Programmando e progettando, con particolare interesse, indirizzando le risorse verso un principale obbiettivo, si è realizzata una vera e propria destinazione turistica. Ebbene sì, Jacurso in questi anni ha dimostrato di essere il luogo ideale dove trascorrere le vacanze. Il progetto Jacurso da Vivere e Imparare si è esteso ed ha, grazie alla collaborazione di tutti i cittadini del paese, costruito un sistema integrato di offerta turistica. Nel nostro programma ai punti turismo-ambiente e cultura, la nostra proposta è quella di intensificare quest’ultima, attraverso la programmazione di eventi, convegni, mostre, escursioni, fiere, residenze artistiche, laboratori educativi artigianali (per conservare la nostra memoria). Attività tutte, finalizzate alla creazione di posti di lavoro, tramite l’innesco di un’economia circolare e sostenibile. Determinata a fronteggiare lo spopolamento e la rivitalizzazione del Borgo. Grazie a questo magico strumento che è il turismo… una prospettiva entusiasmante che rigenera la gente attraverso la gente!!! L’industria culturale è la maggiore fonte di guadagno di tutti i paesi lungimiranti che progettano e che offrendo i più svariati servizi riescono a garantire il sostentamento dei propri cittadini. Con l’augurio che possiate accogliere, a pieno, il mio pensiero e le nostre proposte vi lascio i miei più affettuosi saluti.

Rosamaria Limardi

Jacurso, 16.09.2021 

Un #racconto molto #speciale su #jacursodavivereimparare

Jacurso

Googlando Jacurso” scopri che è un comune italiano della provincia di Catanzaro, situato a 441 m s.l.m. a nord del monte Contessa. Scopri inoltre che gli abitanti sono 600 circa e che grazie alla sua collocazione, il borgo offre, nei punti più alti del territorio, una visuale panoramica che permette una vista ampia dalle coste del Tirreno a quelle dello Ionio. Infine, scopri che il centro è rinomato per la produzione del gelato artigianale (che è veramente buonissimo).

Tutto bello, tutto bene ma ben poca cosa confronto alle meraviglie che scopri andando e soggiornando a Jacurso. Io ho avuto questa fortuna all’inizio dell’estate 2021. Infatti, sono stata invitata a partecipare al ritrovo di alcune ex-compagne di studi universitari di una mia nipote. Una di queste giovani donne vive proprio a Jacurso.

Ho viaggiato molto nella mia vita, in paesi lontani e vicini, e ho sempre cercato l’incontro, il contatto con gli abitanti dei luoghi. Le mie esperienze sono variate; di alcune conservo un ricordo meraviglioso, di altre, beh, stendiamo un velo pietoso. Del mio incontro con la popolazione di Jacurso fatico a trovare le parole per esprimere il mio entusiasmo. Persone autentiche, ricche di valori sinceri; amabili e generosi nella loro semplicità e spontaneità. Persone colte, conoscitrici del mondo, e serene nella loro italianità.

E le spiagge che distano poco da Jacurso? Dei genuini e italianissimi splendori. Ombrelloni variopinte, sedie per le signore di un’età certa (come me), bambini felici, donne di tutte le dimensioni e fiere di esserlo. Scambi tra le signore di chiacchiere, creme solari e pizze per la merenda dei bambini. Per non parlare del mare meraviglioso. Poi, io che ho mangiato in ristoranti prelibati, ho assaporato, in un piccolo locale sulla spiaggia, un pesce spada alla griglia impareggiabile.

Un mio pronipote e io abbiamo anche avuto il grande privilegio di partecipare alla festa della Madonna della Salvazione, Madre Santissima di Jacurso. Quel giorno abbiamo passeggiato per le viuzze del borgo, ascoltato l’inno nazionale italiano suonato dall’orchestra locale, visitato il Santuario addobbato a festa, conversato (si fa per dire visto che non sempre capivo il calabrese) con le signore responsabili della bancarella di oggetti fabbricati a Jacurso, tra i quali i “Vutureja”, dolci tipici che rappresentano figure antropomorfe e vengono offerti per chiedere alla Madonna il benessere fisico della persona cara in nome della quale è stato preparato il dolce. Abbiamo anche assistito al concertino dell’orchestra in una piazzetta ombreggiata vicino al Santuario, presenziato all’arrivo del Vescovo per la funzione religiosa, e assistito all’arrivo dei dignitari e altri abitanti vestiti a festa. Il tutto in un’atmosfera di celebrazione festosa e di rispetto delle tradizioni. Il bimbo ha gioito di tutte le novità e delle continue amorevoli attenzioni, ed io mi sono semplicemente commossa di fronte alla semplice autenticità di quell’occasione.

Volete vivere una vera, genuina esperienza italiana, allora andate a Jacurso.

Una Nostra Incantevole Ospite

lL TURISMO DI TRASFORMAZIONE

Il Progetto Jacurso da Vivere e Imparare nel nuovo Rapporto Mondiale della Organizzazione Mondiale del Turismo sul Potere di Trasformazione del Turismo – Un cambiamento del modello verso un viaggiatore più responsabile! 

Il concetto di turismo di trasformazione si riferisce ai turisti che hanno coscienza sociale e ambientale e che impiegano il turismo come mezzo di trasformazione per reinventare se stessi e promuovere pratiche sostenibili che hanno un impatto positivo sulle comunità locali. Lo scopo di questo rapporto è quello di illustrare con iniziative reali che meglio riflettono il grande potenziale del turismo di trasformazione nel contribuire allo sviluppo del turismo. Jacurso da Vivere e Imparare è stato selezionato per evidenziare alcune delle migliori pratiche presentando queste nuove prospettive di turismo.

Per scaricare gratuitamente il Rapporto
http://cf.cdn.unwto.org/sites/all/files/pdf/global_report_transformative_power_tourism_v5.compressed_2.pdf

Era il 2016 e #jacursodavivereimparare riceveva i suoi #riconoscimenti

Da Jacurso un esempio di Turismo Sostenibile, per scoprire la Calabria in modo autentico

Una terra selvaggia, che si sporge tra due mari: la Calabria racchiude in sé mondi diversi, dalle acque cristalline del Tirreno e dello Ionio alle ampie aree montuose che raggiungono i 2000 metri.
La punta dello stivale italiano è una terra di una bellezza inaspettata, rara e pura. Le foreste incontaminate, le spiagge dorate, le dolci colline, una storia millenaria, il mare turchese e una flora e una fauna decisamente variegate rendono la Calabria una meta perfetta per viaggi di esplorazione, alla scoperta di luoghi unici, tradizioni folkloristiche, e di una gastronomia tipica estremamente ricca.Grazie a questa natura così preziosa e a numerose realtà virtuose, la Calabria sta diventando una delle perle italiane del turismo responsabile.

Un risultato raggiunto soprattutto per la presenza di una struttura ricettiva davvero speciale, Jacurso da Vivere e Imparare, che sta offrendo ai turisti di tutto il mondo un nuovo modo di viaggiare, basato sulla conservazione e condivisione degli stili di vita tradizionali, sull’esperienza profonda della vita della comunità.

Siamo a Jacurso, un piccolo paese di 600 abitanti, situato a 441m sul livello del mare, esattamente al centro del punto più stretto della Calabria, e che offre una visuale panoramica unica, la contemporanea vista delle coste del mar Ionio e del mar Tirreno. Qui l’intera comunità partecipa all’offerta turistica, organizzando attività ed esperienze per i viaggiatori come escursioni guidate, corsi di italiano e di cucina che permettono un incontro autentico tra il turista e chi ospita. Soggiornando a Jacurso da Vivere e Imparare i viaggiatori hanno la possibilità di imparare nella pratica cos’è la Calabria, qual è la sua storia, quali sono le sue tradizioni e chi sono i suoi abitanti.

Grazie alla sua unicità Jacurso da vivere e imparare è stata inserita nell’ultimo report dell’Organizzazione mondiale del turismo che da anni promuove lo sviluppo di un turismo responsabile e sostenibile. Il report, che puoi leggere qui in inglese, studia l’immenso potenziale del turismo nei cambiamenti sociali e culturali e nell’ispirazione di comportamenti più sostenibili.

Nel testo si dimostra, attraverso ricerche e casi di studio, come si sta delineando un nuovo tipo di viaggiatore, cosciente e consapevole dell’importanza delle proprie scelte, che sceglie quelle nuove ospitalità responsabili come Jacurso da vivere e Imparare.

Sulla struttura, tra i tre progetti italiani a essere scelti e premiati, l’Organizzazione mondiale del turismo scrive:

Le principali lezioni apprese sono che il progetto ha finora fornito modi per rilanciare l’identità culturale del paese e riattivare le tradizioni locali. Questa si è dimostrata essere una forma di turismo responsabile che rende possibile la salvaguardia delle culture locali, messe a rischio dall’emigrazione e dal disinteresse delle istituzioni.

Abbiamo parlato con Rosamaria della Calabria, di Jacurso e di questo incredibile risultato raggiunto.

Come è nato Jacurso da vivere e imparare?

L’idea iniziale del Progetto “Jacurso da Vivere e Imparare” nasce dall’importanza di registrare e così salvaguardare alcuni aspetti della vita tradizionale. In conseguenza dell’avvento della globalizzazione e della diffusione dei mezzi di comunicazione di massa, si presenta il rischio di non riuscire a trasferire questo importante patrimonio.  Così, questo progetto di turismo sostenibile si propone attraverso la partecipazione: ai laboratori, alle lezioni di lingua italiana, alle escursioni e visite guidate, insieme al contatto con la comunità del luogo, in viaggio con l’antropologo; di poter garantire lunga vita alle tradizioni orali, usi e costumi tradizionali e rianimare la quotidianità locale.

23 casi studio in tutto il mondo e Jacurso è uno tra questi: come avete raggiunto questo risultato?

Il progetto si fonda su dei principi molto solidi, quali: la sostenibilità, l’affermazione dell’identità, e la salvaguardia del patrimonio intangibile. Punti questi di alto interesse internazionale.

Una destinazione o itinerario di viaggio da non perdere in Calabria?

Certamente Jacurso, non per la Calabria, non per il posto ma soprattutto per la gente che si può incontrare e per le cose che si possono vivere e imparare!

Ora sei pronto per scoprire la Calabria e le sue tradizioni in modo autentico e sostenibile?

Tratto da: https://ecobnb.it/blog/2016/06/jacurso-calabria-sostenibile/

#jacursodavivereimparare un grazie di #cuore

 

 

La sedia della madonna

Questo 2020 sta per finire e noi di #jacursodavivereimparare vi vogliamo ringraziare…

un grazie di vero cuore va a tutti i nostri #ospiti che ci sono venuti a trovare, agli #emigrati che sono ritornati e che ancora devono tornare, ai nostri #sostenitori che ci appoggiano da vicino e da lontano, alla favolosa comunità di #Jacurso che continua a vivere felice il suo passare del tempo!!! 

La Calabria è… #jacursodavivereimparare

Solare e accogliente, forte come i sapori e i profumi pungenti della sua cucina e della sua natura, la Calabria è un possente bastione montuoso che si erge tra lo Ionio e il Tirreno… Marco Casareto, pag. 5, Meridiani 2020

Qui il passato è presente, si rinnova nella natura, nella ricchezza della biodiversità, nelle consuetudini che si tramandano, nelle rovine della Storia e nelle macerie che si accumulano… Donata Marrazzo, pag. 17, Meridiani 2020

L’entroterra calabro prende le sembianze di un Tibet mediterraneo, con i paesi appesi in posizioni impossibili. Salirà su una montagna posta al centro del Mediterraneo, con ruvidi contrasti. Dalle ginestre si passa alle felci. Più che raggiungere vette si tagliano altopiani… Valentina Scaglia, pag. 35, Meridiani 2020

 

 

Buone pratiche di turismo sostenibile per le aree interne #jacursodavivereimparare

Buone pratiche di turismo sostenibile per le aree interne: i casi calabresi di “Orme nel Parco” e “Jacurso da Vivere e Imparare”

di Tullio Romita

  1. Buone pratiche e turismo sostenibile

In termini generali, l’etichetta di buona pratica viene oggi assegnata a qualsiasi esperienza abbia prodotto risultati positivi e rilevanti rispetto agli obiettivi iniziali ed al contesto in cui si concretizza. In effetti, però, il concetto di buona pratica è molto più complesso.

Nell’ambito dello sviluppo sostenibile del turismo, una buona pratica è un’esperienza che non ha solo generato i migliori risultati per chi l’ha proposta e realizzata ma anche per la collettività nel suo complesso. Ovvero, deve produrre risultati che siano attinenti al perseguimento di uno o più obiettivi che rientrano in quelli più generali della sostenibilità ambientale, della sostenibilità economica e della sostenibilità sociale.

In altri termini, per potersi qualificare come “buona pratica di turismo sostenibile”, non basta che l’esperienza proposta porti, per esempio, alla crescita del movimento di turisti ed alla crescita dei guadagni economici per gli operatori che la realizzano, ma deve anche, sempre per esempio, tutelare le risorse naturali che utilizza, ridurre gli impatti ambientali, tutelare e valorizzare le risorse culturali locali.

Ma ciò non basta. Perché un’esperienza possa essere valutata una buona pratica è, oggi, necessario che risponda anche ad un altro criterio: l’esperienza deve essere agevolmente esportabile e replicabile in altre realtà locali. Questo vuol dire che ciò che di “buono” nell’ambito della crescita del turismo sostenibile è stato fatto in un certo luogo, deve poter essere preso ad esempio e trasferito in un altro luogo con caratteristiche simili potendo quest’ultimo contare sul fatto che il risultato finale sarà un vantaggio simile a quello di chi lo ha in precedenza realizzato.

Il presente contributo intende rappresentare due casi che a nostro avviso presentano caratteristiche e qualità che ci permettono di classificarli come casi di buone pratiche per lo sviluppo sostenibile del turismo.

  1. Casi di studio di buone pratiche di turismo sostenibile

I casi di studio prescelti, “Orme nel Parco” e “Jacurso da Vivere e Imparare”, sono due esempi di crescita sostenibile del turismo in Calabria, che possiamo etichettare come buone pratiche in quanto, come vedremo, rispondono a più dei criteri minimi richiesti per essere definite tali, ma non sufficientemente riconosciute come tali.

I casi scelti sono il frutto di una decisione precisa. Quella di contribuire a valorizzare realtà sociali e culturali, oltre che imprenditoriali, che operano con finalità prevalentemente turistiche in contesti ambientali e territoriali considerati marginali e dove più difficoltoso è lo sviluppo di percorsi imprenditoriali e più difficile l’affermarsi di idee di impresa che prediligono l’approccio sostenibile al turismo.

Inoltre, anche per contribuire a promuovere una cultura della crescita economica e sociale fondata sulle buone idee e sulle buone pratiche anche in territori in evidenti condizioni di difficoltà economiche e sociali, e di contribuire alla disseminazione e valorizzazione dei risultati di esperienze positive e trasferibili, e che se prese ad esempio contribuiscono a contrastare la migrazione e l’abbandono della popolazione attiva, in particolare delle aree interne

  1. Analisi dei casi di studio

3.1 Lo scenario

Il progetto “Orme nel Parco” prende corpo nel 2008, proponendosi come impresa turistica specializzata nella progettazione, realizzazione e gestione di parchi acrobatici forestali ed eco-esperienziali, in una località calabrese del Parco Nazionale della Sila, Tirivolo, ricadente nel comune di Zagarise (CZ), e dove “si respira l’aria più pura d’Europa”.  “Orme nel Parco” nasce come primo parco avventura della Calabria, nel 2014  diventa parco eco-esperienziale, e può contare su una superficie di tre ettari immerso in un bosco di faggi. Varie sono le attività praticabili: i percorsi Acrobatici forestali, l’arrampicata sportiva, il noleggio di  Mountain Trials Bike, quattro percorsi di trekking, percorsi nei boschi innevati della Sila con le ciaspole, un percorso eco-sensoriale, tiro con l’arco e percorsi per il Dog Walking.[1]

Il progetto “Jacurso da Vivere e Imparare” nasce nel 2013, è effettivamente operativo da poco meno di due anni, e nasce dall’esigenza di voler conservare e preservare l’identità locale attraverso antiche tradizioni orali e gli stili di vita tradizionali e facendoli “vivere” come esperienza ai turisti. Jacurso (VV) è un piccolo paese di circa 600 abitanti, situato in Italia meridionale, in Calabria; si trova in collina (circa 450 m. s.l.m.), in posizione centrale all’Istmo di Marcellinara, la striscia di terra che divide il Mar Tirreno dal Mar Jonio, ed il progetto si è avviato considerando l’opportunità di mettere in contatto la comunità locale, un territorio isolato e quasi spopolato, con dei turisti responsabili, che amano il viaggio e la scoperta di valori essenziali quali l’autenticità e il ritmo naturale della vita quotidiana. Il principale strumento di marketing è il passa-parola e l’utilizzo di alcuni social network, piattaforme web e web booking (facebook, trip-advisor, booking.com, airbnb.com) cercando di attrarre il target di riferimento con una comunicazione responsabile. “Jacurso da Vivere e Imparare” offre l’opportunità di soggiornare in varie tipologie di sistemazioni che si trovano distribuite all’interno dell’area comunale, ed eroga vari servizi di accoglienza turistica: lezioni di cucina calabrese, lezioni d’italiano collegate alla tradizione orale, laboratori tradizionali finalizzati alla riscoperta delle tecniche artigianali del passato, lezioni di enogastronomia, degustazioni, partecipazioni a sagre e feste locali[2].

3.2 Contesto e storia

I due progetti realizzati si situano in un contesto storico e territoriale con caratteristiche sociali ed economiche molto simili tra loro, che poi sono quelle che riguardano più in generale la regione.

Come noto, a partire dagli anni ’50 del XX secolo e fino a tutti gli anni ’70, l’Italia ha attraversato un periodo storico caratterizzato da profonde trasformazioni sociali. In quegli anni si è concretamente passati   da una società basata sull’agricoltura ad una società basata sull’industria, e la trasformazione economica ha portato con se importanti trasformazioni sociali e culturali, sono cambiati: gli stili di vita, il concetto e la percezione del benessere, i paesaggi rurali e l’assetto urbano delle città, l’uso ed il consumo del tempo libero, ecc..

Tuttavia, è anche noto che il fatto che tali modificazioni non hanno percorso il Paese allo stesso modo. Ovvero, mentre alcune aree del Paese crescevano sempre più altre si impoverivano ancor di più, talvolta  proprio per consentire che il miracolo economico si potesse compiere.

In altri termini, ciò che è successo è che mentre a svilupparsi in modo assai evidente erano principalmente le aree del Nord d’Italia con importanti effetti positivi anche verso le aree centrali della penisola, il divario preesistente tra nord e sud del Paese non veniva colmato, probabilmente, come alcuni autori sostengono, non aumentò, in conseguenza dell’intervento straordinario dello Stato nel Mezzogiorno[3],  ma il risultato certo è che le regioni del sud non sono state effettivamente attraversate da compiuti processi di industrializzazione, ed in tale contesto la regione che ha registrato maggiori squilibri è la Calabria.

In questa regione, ciò che è accaduto è che negli anni del boom economico italiano decine di migliaia di calabresi sono emigrati vero il nord del Paese attratti dal lavoro nelle fabbriche e dalle migliori condizioni di vita offerte dalle città industriali. In grande maggioranza, a partire, anche verso l’estero, erano i più giovani, fino ad allora prevalentemente impegnati nell’agricoltura, e quest’ultima col passare del tempo e con i successivi “ricongiungimenti” veniva  sempre più impoverita di popolazione rurale e le produzioni agricole  sostanzialmente ridotte ai minimi fisiologici.

Emigrazione ed impoverimento della produzione agricola si sono riflesse anche sulle comunità locali rimaste e sullo sviluppo dei centri urbani minori. Chi è rimasto si è progressivamente trasferito nei centri urbani maggiori trovando nei servizi, principalmente in quelli pubblici, una opportunità lavorativa ed un nuovo ruolo sociale. Tutto ciò ha principalmente espanso la crescita del settore edile dedicato alla costruzione di nuovi e moderni edifici abitativi, e però contestualmente favorendo il progressivo abbandono e degrado non solo delle abitazioni rurali ma anche degli edifici situati nei centri storici originari e di quelli presenti nelle aree più interne e di montagna.

Tuttavia, proprio la presenza di centri storici e edifici rurali e/o di montagna, abbandonati e/o degradati, ma proprio per questo riusabili e recuperabili nella loro forma architettonica e paesaggistica originaria, proprio la presenza di produzioni e risorse eno-gastronomiche tipiche, e proprio l’assenza di una diffusa ed invasiva presenza industriale, restituiscono un territorio che presenta interessantissime opportunità di crescita del turismo.

In tale contesto, il turismo contemporaneo, post-moderno, multi-esperenziale, eco-esperenziale, ossia molto sensibile alle qualità naturali del territorio, sempre meno eterodiretto e sempre più autodiretto, sempre più disponibile al rapporto diretto con la popolazione ospitante, sempre più mobile, sempre più disposto ad abbandonare comportamenti turistici tipici delle 4S in favore di quelli più coerenti con le 3L, sempre più viaggiatore e sempre meno turisti, offre al territorio calabrese interessanti opportunità per  la nascita competitiva di un ventaglio di nuove offerte “turistiche”, proprio ciò che i progetti “Orme nel Parco” e “Jacurso da Vivere e Imparare” tendono a voler rappresentare.

3.3 Organizzazione

Nella storia del progetto “Orme nel Parco”  è stato rilevante l’incontro, nel 2006, con Stefano Ceci, imprenditore e presidente all’epoca di GH Impresa Turistica, insieme al quale è stato ideato e realizzato (nel 2008) il primo parco avventura in Calabria e uno tra i più grandi d’Italia, in Sila. Per farlo il primo passo è stato quello di costituire la società GH Calabria srl con capitale sociale di 30.000 euro, costituita da 3 soci.[4] Successivamente è stato attivato un mutuo bancario[5] usufruendo di un’iniziativa della Cosvig (Consorzio Sviluppo delle Garanzie) per l’accesso al credito, un’iniziativa volta a favorire l’accesso alle fonti finanziarie delle piccole e medie imprese mediante la concessione di una garanzia pubblica che arrivava all’80% dell’operazione e grazie alle garanzie e all’immissione di capitale da parte del socio GH srl. Dopo aver fatto ciò è stato siglato un contratto con la Sing Park srl di Reggio Emilia, azienda specializzata nella progettazione e realizzazione di percorsi acrobatici forestali, per la realizzazione del nostro Parco. Il passaggio compiuto successivamente è stato quello relativo all’individuazione dell’area sulla quale costruire il parco, la scelta è ricaduta su Tirivolo, località di montagna selvaggia nel comune di Zagarise, lontana dal caos del turismo di massa, naturalmente integra. Di conseguenza sono stati effettuati i rilievi dell’area, uno studio dei percorsi, della sentieristica e della valutazione di tutti gli altri aspetti connessi come i parcheggi, l’area servizi, l’area ristoro, ecc.. Infine, è stato presentato il progetto presso gli enti preposti all’autorizzazione: comune di Zagarise, Parco Nazionale della Sila, Provincia di Catanzaro, Regione Calabria, ASL, Sovrintendenza ai beni ambientali. Una volta ottenuto il parere favorevole da parte degli enti preposti, sono stati avviati i lavori di costruzione, formazione degli addetti, l’attività di promozione e l’inaugurazione. Dal 2014 divenuto parco eco-esperienziale, ovvero un luogo dove si vivono esperienze a contatto con la natura che coinvolgono tutti e cinque i sensi.

Il progetto “Jacurso da Vivere e Imparare” rappresenta la realizzazione di una idea che è nata e si è sviluppata sulla base di un continuo confronto fra tre soggetti portatori ognuno di un diverso punto di vista: un’antropologa, una esperta in comunicazione ed un economista.[6]  L’antropologa culturale, specializzata in conservazione del patrimonio immateriale, dopo essersi laureata ha sviluppato oltre dieci anni di esperienze al di fuori della Calabria, e dopo avere  conosciuto vari luoghi e varie culture, in Italia e fuori dall’Italia, è voluta ritornare a vivere e lavorare nella sua terra d’origine, nella convinzione che tutte le persone del mondo dovrebbero poter avere l’opportunità di vedere quanto sia bella ed interessante questa parte della nazione, in questo senso occupandosi della registrazione e della salvaguardia degli aspetti della vita tradizionale del luogo.  All’esperta in scienze della comunicazione è affidato il compito di comunicare all’esterno ed agli ospiti di “Jacurso da Vivere e Imparare” gli aspetti significativi delle tradizioni locali e le qualità naturali e paesaggistiche, un ruolo importante poiché necessario a trasferire ai soggetti esterni le conoscenze che servono a capire, anche metaforicamente, l’identità del luogo. All’economista, esperto in ospitalità e turismo, e specializzato in strategie e pratiche di sostenibilità per destinazioni e business turistici, è responsabile marketing del progetto “Jacurso da Vivere e Imparare”, ed impegnato nella sua promozione sui mercati internazionali. Questi soggetti  hanno ideato ed oggi gestiscono il progetto in questione.

3.4 Risultati

“Orme nel Parco” viene indicato dai suoi stessi ideatori e gestori come il Parco Avventura ed eco-esperienziale fra i più visitati d’Italia, dalle scolaresche, dai gruppi, dalle famiglie e da tutti coloro i quali desiderano trascorrere una vacanza o del tempo libero in montagna, a contatto con la natura.

“Jacurso da Vivere e Imparare” nei suoi primi circa due anni di vita ha registrato una “interessante” affluenza di turisti durante la stagione estiva (circa 200 pernottamenti per 20 posti letto), con permanenza media di tre notti e con punte fino a quindici notti.

Entrambe le esperienze sono votate alla costruzione di reti (network) composte da vari soggetti che perseguono lo sviluppo del turismo sostenibile, anche attraverso la partecipazione a progetti nazionali ed internazionali, e  sembrano godere di una buona reputazione che viene esplicitata attraverso la raccolta delle opinioni degli utenti.

“Jacurso da Vivere e Imparare” e “Orme nel Parco”, sono parte attiva della  rete delle Imprese Eretiche, cioè di quelle imprese che “… osano sfidare lo status quo, quelli che vedono dove altri non vedono, che invece di lamentarsi agiscono, che si muovono prima e che contribuiscono con il proprio agire a cambiare in meglio innanzitutto la propria vita e poi quella degli altri”[7].

  1. Conclusioni

Entrambe le esperienze hanno realizzato un insieme azioni che hanno condotto ad un ampliamento dello sviluppo sostenibile delle aree in cui sono collocate e che possono e debbono essere prese ad esempio da territori con caratteristiche simili, principalmente nella stessa regione Calabria.

Innanzitutto, sia “Orme nel Parco” che “Jacurso da Vivere e Imparare” sono due progetti che nascono certamente anche con la finalità di costruire un’attività economica ma che basano il perseguimento del miglior fatturato non sullo sfruttamento intensivo delle risorse naturali e culturali ma sulla valorizzazione intensiva di tali risorse, e, inoltre, sul rispetto delle risorse comuni.

In effetti, essendo “Orme nel Parco” un Parco Avventura anche eco-esperienziale, ed essendo  “Jacurso da Vivere e Imparare” un’attività che include servizi ricettivi in vari ambienti dell’area comunale ed eroga servizi di accoglienza turistica ad alto contenuto culturale locale, se l’obiettivo fosse stato principalmente il business “turistico” sarebbe stato molto più conveniente avviare le attività non nelle aree interne della regione ma in quelle più prossime alle aree turistiche più fertili del territorio regionale.

Vi è poi da sottolineare che le iniziative in questione non hanno al momento goduto di sussidi pubblici in particolare a fondo perduto, cioè non sono nate sulla base di stimoli fondati su opportunità economiche vantaggiose, ma sulla base di  idee di business costruite sulle proprie passioni e sui propri interessi.

Infine, in entrambi i casi di studio, è rinvenibile la presenza della ricerca di un rapporto particolare con la comunità locale, talvolta fatta di coinvolgimento e comunque sempre di rispetto e di collaborazione. A tal proposito, depone bene la circostanza che, al momento si registra un effetto positivo sull’immagine complessiva delle località in cui sono ubicate le attività, sia in termini quantitativi che in termini qualitativi.

[1] http://ormenelparco.it/

[2] https://jacursodavivereeimparare.it/

[3] Al proposito cfr. S.CAFIERO Tradizione ed attualità del Meridionalismo, Il Mulino, Bologna, 1989, p.110, e , V.ZAMAGNI Dalla periferia al centro, Il Mulino, Bologna, 1990, p. 53.

[4]  Massimiliano Capalbo, Giovanni Leonardi e GH srl.

[5]  Presso la BCC (Banca di Credito Cooperativo).

[6] La prima è Rosamaria Limardi, la seconda è Antonia Limardi, il terzo è Marcello Notarianni.

[7] http://ormenelparco.it/iv-raduno-delle-imprese-eretiche/

La primavera è nell’aria con #jacursodavivereimparare

Il ciclo naturale delle stagioni, prosegue lento il suo cammino, si manifesta a noi nel suo semplice splendore. Ogni anno, da secoli e secoli la natura è sempre lì saggia ed orgogliosa di sostenere la nostra frenetica vita. La sua armonia e la dolce frequenza da lei trasmessa ci rende più calmi e sereni. Ritornare a sintonizzarci con essa è la risposta esatta che tutti stiamo cercando!!! RITROVARE MADRE NATURA

Il progresso tecnologico, il trasferimento dalla campagna alla città, l’allontanamento dal mondo contadino ha  determinato uno svuotamento dei valori tradizionali su cui si basava un sistema consolidato di solidarietà sociale. Lo sviluppo del settore terziario, l’attenzione rivolta sempre più verso aspetti soprattutto economici, il distacco dagli usi e costumi, dalle tradizioni e dalle buone abitudini ha generato un grande vuoto in tutte le generazioni. Oggi questa condizione di disagio, si nota particolarmente nei contesti scolastici, sociali e sanitari.

Nel passato l’agricoltura rappresentava il principale settore di occupazione e di produzione, la famiglia contadina conteneva al suo interno tutti i ruoli ben definiti per i suoi membri, quest’organizzazione sociale offriva loro protezione e riconosceva a tutti gli stessi diritti. Per fortuna, negli ultimi anni, si è assistito ad un ritorno di attenzione in questa direzione, nella quale l’agricoltura ha nuovamente riacquistato il suo antico significato.

Si parla di agricoltura sociale, intesa come una tradizione innovativa che è in grado di reinterpretare antiche pratiche in una lettura attuale. L’importanza di riprendere questi concetti verte anche verso una grande responsabilità ambientale, che vede l’agricoltura protagonista di questa salvaguardia. Riferita principalmente al sistema alimentare, alla coesione sociale e ai servizi alla persona, alle relazioni tra individui e al consolidamento della comunità.

Quest’avvicinamento alla natura, e l’idea che sia fondamentale nel processo educativo ha preso dunque piede. Molti dei sistemi formativi si incentrano sullo stare all’aria aperta, sul rapporto tra il gruppo e l’ambiente, capace di sviluppare l’osservazione di quello che li circonda. Essendo legati all’isolamento, i bambini in questa vita molto artificiale costruita nelle città il contatto con la natura consente di liberarli da queste costrizioni. È stato verificato che allevare gli animali, partecipare ai lavori agricoli, conoscere la cultura delle piante contribuisce allo sviluppo fisico e spirituale. Possiamo concludere affermando che le aziende agricole, chiamate a condurre un’agricoltura multifunzionale, hanno oggi la possibilità di contribuire a pieno a questo virtuoso processo educativo. Del quale, tutta la società e in particolare l’ambiente potrà beneficiare dei suoi effetti positivi.

Pronti per la vostra prossima vacanza?!? #jacursodavivereimparare

Casa relax immersa nel verde

Situata nell’istmo calabrese, la sua parte più stretta, dalla quale si possono apprezzare i due mari (Ionio e Tirreno) è una casa adatta a chi vuole rilassarsi e staccare dalla routine della città. Una vecchia struttura del 1920, recentemente ristrutturata, con due camere da letto, due bagni, soggiorno e cucina abitabile, ampio giardino, posto auto, garage.

La casa si trova in un piccolo borgo antico a 20 minuti dall’aeroporto internazionale di Lamezia Terme, dalla stazione ferroviaria in provincia di Catanzaro. Jacurso, il paesino, è facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici ed è fornito di tutti i servizi necessari e utili per sostenere la qualità del soggiorno. Inoltre, gli ospiti potranno degustare un ottimo gelato e una delle migliori pizze della zona. Si avrà, durante il soggiorno, la possibilità di fare lunghe passeggiate nella natura, un bagno al fiume, assistere a laboratori di antiche tradizioni, visite guidate all’interno di aziende agricole, prendere lezioni di italiano e passare del tempo con la comunità locale.

Info e contatti: +393492634353

discoverjacurso@gmail.com